Il Bologna è atteso dalla doppia sfida playoff con l’Avellino; vincendo dovrebbe affrontare la vincente tra Vicenza e Pescara, e solo una volta vinto questo torneo da bar, allora sì, si potrebbe ragionare in ottica serie A.
Purtroppo la pazienza non dev’essere dote di alcune testate che già iniziano a snocciolare altisonanti nomi di mercato come se la promozione fosse già nelle nostre tasche.
I nomi di Storari, Borini, Defrel e chi più ne ha più ne metta, hanno indubbiamente un certo spessore ed alimentano le fantasie di tutti noi sognatori, ma prima c’è una promozione da conquistare.
Una promozione che potrebbe non essere così facile dato che rumors che circolano sotto i portici del centro, parlano di un Saputo stanco che ha intenzione di cambiare tre quarti di squadra a fine stagione, che sia serie A o no.
E allora questi giocatori che tanto si sentono ormai precari, siamo così sicuri che siano disposti a metterci la testa, il cuore e la gamba per un progetto futuro che non gli apparterrà? Vedendo le partite, sappiamo chi ci sta mettendo tutto, anche per il fatto di avere il rinnovo automatico in caso di promozione, ma son tre o quattro elementi. E gli altri sette che vanno in campo? E le riserve? Chi glielo fa fare?
Ormai non si tratta più – secondo me – di andare in campo con le motivazioni giuste. Si tratta piuttosto di vedere chi è uomo, chi è professionista, e chi invece sta lì perché gli piace il bonifico a fine mese.
Veniamo alla partita: la maggior parte dei tifosi preferiva Avellino, e Avellino è stato. Ma una squadra che arriverà stanca dai 120’ e in emergenza di formazione, ma pur sempre una squadra che ha vinto fuori casa in dieci contro undici, è tanto da sottovalutare? Questo Bologna dovrebbe far paura a tutti, ma in questo frangente di campionato, sembra abbia avuto paura di tutti.
Non ci resta che vedere la reazione dei rossoblu davanti agli avversari, solo lì capiremo se si può sognare o se dovremmo aspettare un altro po’.
Edge

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