Alzi la mano chi alla vigilia del campionato cadetto avrebbe ipotizzato il Bologna direttamente in A!
Per tutti gli addetti ai lavori le squadre accreditate di poter “ammazzare” il campionato erano il Catania appena retrocesso ed il Bari-rivelazione dello scorso campionato.
Il buon Filippo Fusco, senza un ghello, ha messo assieme un undici più che discreto per la categoria facendo valere i suoi buoni uffici con Juventus e Inter (soldi dai cartellini di Taider e di Sorensen) e anche la sua conoscenza personale con giocatori che gli avevano affidato la procura, vedi Coppola e Matuzalem. Che aggiunti ad altra gente esperta della categoria come Mimmo Maietta e il bomber Daniele Cacia hanno ingenerato nei tifosi la convinzione che la squadra potesse lottare per aggiudicarsi un posto nei play-off.
Il fatto poi di aver quasi stabilmente occupato il secondo posto in classifica per gran parte del campionato, ha portato inevitabilmente a sottostimare il reale valore degli avversari ed anzi a ritenere che l’undici rossoblù potesse aggiudicarsi la promozione diretta in A.
Così non è andata, malgrado gli innesti di qualità operati a gennaio dalla nuova dirigenza, convinta che bastasse aggiungere dei cavalli di potenza ad un motore già buono e lubrificato per avere la meglio sulle inseguitrici. I fatti dicono che Diego Lopez, già in palese difficoltà nel dare ordine al gioco della squadra, con l’arrivo dei nuovi giocatori è precipitato in una confusione tattica totale, perdendo completamente il bandolo della matassa: Zuculini sì o Zuculini no? Laribi oppure Sansone? Difesa a tre o a quattro? Sconfessando alle fine scelte tecniche che avevano fin lì pagato, come l’impiego di Oikonomou, di Acquafresca e soprattutto di Buchel, che una volta guarito dall’infortunio non è più rientrato nelle grazie di Lopez.
Ma adesso è inutile piangere sul latte versato.. Ci attende niente più e niente meno quello che avevamo immaginato di dover viveread inizio di stagione, cioè il finale con la roulette russa dei play-off!
Come intravisto nelle prime due partite disputate ieri, molto più che i valori tecnici delle squadre peseranno ora la condizione fisica, il temperamento dei giocatori e il fattore “C”, inteso come..buona sorte: errori degli avversari, palle inattive, assenza di provvedimenti disciplinari contro (che si spera invece possano accadere a favore del BO). Il Pescara e l’Avellino hanno saputo ben capitalizzare queste tre cose, prendendo in mano la partita, gestendola bene nei momenti di ritorno degli avversari e tirando fuori un orgoglio ed uno spirito battagliero solo a tratti emerso in campionato. In particolare Massimo Oddo è riuscito a tirare fuori dai suoi ragazzi una personalità insospettabile sotto la guida di Baroni, trasformando letteralmente il gioco della squadra.
Se Delio Rossi ed i ragazzi sapranno fare altrettanto, l’occasione di poter riscattare un’intera stagione sarà lì a portata di mano, senza che nessuno debba rendere conto di ciò che è successo negli ultimi mesi; diversamente il prezzo da pagare sarà altissimo per le ambizioni della piazza e, sicuramente, per le ambizioni personali di tanti attuali giocatori rossoblù.
Marco Di Simone

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