
Francesco Ardizzone 23 anni
Esclusa la ritrovata vena realizzativa e la relativa messe di goal del centravanti Ettore Marchi, la sorpresa più interessante dell’annata della Pro Vercelli, partita molto bene, poi crollata ed ora in procinto di insediarsi in posizione di classifica meno problematica, è stata senz’altro questo centrale di centrocampo ( un tempo si sarebbe chiamato centro mediano) che stà disputando un campionato di alto livello, tanto che l’Hellas Verona pare sia più che intenzionata a portarlo in serie A.
Ardizzone nasce calcisticamente nel Palermo e li espleta tutta la trafila nelle formazioni giovanili fino al 2011, anno in cui i siciliani lo cedono in comproprietà alla Reggiana.
Il campionato con gli emiliani è onesto ma non trascendentale e a fine stagione, il giovane centrocampista, viene spedito a Vercelli in prestito anche se le due squadre primigenie continuano a dividersi al 50% il suo cartellino.
L’unica cosa buona di quella prima annata per Ardizzone è la promozione in serie B, in quanto, dal punto di vista personale è bloccato da numerosi infortuni e da poco feeling con la società.
All’inizio della stagione in corso tutti ipotizzano, quindi, un ritorno alla casa madre, ma non è così, Ardizzone viene confermato in rosa, il prestito rinnovato e piano piano con prestazioni di buonissima caratura, addirittura riesce a mettere in ombra il “cascatore” Emanuello (autore di due cadute in area di rigore memorabili che hanno sortito l’effetto di due rigori a favore ma anche l’ostracismo di mezza serie B),giunto a Vercelli con ben altre fanfare.
A fine stagione,come detto,potrebbe rientrare come contropartita tecnica aggiunta a Barreto nello scambio con Halfredsson tra Verona e Palermo.
Per colmare la differenza di prezzo tra il paraguaiano e l’islandese, i giallo blù veneti avrebbero richiesto proprio l’inclusione del cartellino di Ardizzone che avrebbe la sospirata possibilità di sporcare gli scarpini con le erbe nobili della serie A.
Umberto Germano 23 anni
Cresciuto nelle fila della Juventus, questo armonico atleta, si mise subito in evidenza, non tanto per la classe cristallina che, senza pena di smentita, possiamo affermare non essere il suo forte, ma piuttosto per la la presenza coriacea ed il fiato illimitato, lungo tutta la durata della partita.
Queste caratteristiche, peraltro molto ricercate nel calcio di oggi, non interessarono molto i bianconeri che nel 2009 lo cedettero al Santhia nel CND.
L’anno seguente si interessa a lui la Canavese, appena promossa in C2; campionato con più ombre che luci e fallimento finale della società che, probabilmente aveva fatto il passo più lungo della gamba.
Germano si ritrova, quindi, svincolato e la Pro Vercelli accetta di metterlo sotto contratto.
La stagione è trionfale e dopo un’eternità, i bianchi Vercellesi tornano a rinverdire le antiche gesta, calcando palcoscenici più consoni al loro blasone, con la promozione in serie B
La stagione seguente Germano non diversamente dal resto della squadra, disputa un campionato sbiadito che culmina con la retrocessione.
Messa da parte la comprensibile amarezza ,il giovane terzino, accetta di buon grado il prestito al Lanciano dove fa la sua parte con la Virtus, compartecipando fattivamente ad un’annata più che soddisfacente ,mentre la Pro, che riconquista subito la serie B , lo fa tornare all’ovile per la stagione in corso dove non ha fatto mancare il suo contributo.
Non ci si potrà aspettare da Germano tocchi di classe e lanci illuminanti ma serietà ed impegno ed un presidio con armi della fascia destra che ha strappato a Liviero che, almeno all’inizio, aveva i requisiti per essere il titolare e che invece più che sovente ha dovuto accomodarsi in panchina.
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