giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


mercoledì 10 giugno 2015

90' di tormento, poi l'estasi: il Bologna torna in serie A


La luce è opaca, il Sole è pallido, quasi  fosse stanco, dopo essersi alternato con ‘sorella’ Luna, ad illuminare e riscaldare la notte del Dall’Ara. Ti guardi intorno sul bus, per le strade, nei bar e vedi, tra i tanti, molti con il viso tirato, le facce stanche, le occhiaie, dopo le emozioni e i festeggiamenti al Dall’ara prima, nelle vie e nelle piazze della città dopo.

Erano 31.136, un decimo degli abitanti di Bologna, a gremire il vetusto stadio felsineo, carico d’entusiasmo come mai prima in questa stagione, come poche volte in tempi recenti (e tra questi la redazione   bolognese al completo di VdS, divisa tra tribuna stampa e distinti laterali), scenario ideale, all’evento.

Chi Vi scrive ha avuto la fortuna di assistere a partite di importanza planetaria, dai quarti di finale degli Europei alla semifinale di Coppa UEFA, dalla semifinale di Champions League ad una  finale mondiale, ma l’atmosfera regalata dai presenti ieri sera aveva ben poco da invidiare a quella di ben più importanti happening calcistici, ad iniziare dalla suggestiva ed emozionante cerimonia iniziale, con tanto di inno italiano cantato dal coro dell’Antoniano, per finire con l’invasione di campo finale e la ‘complicata’  e ritardata premiazione.

Nessuno, neppure il più ottimista dei fans, pensava, alla vigilia, che il match potesse essere facile, pochi però avrebbero potuto immaginare che le forti emozioni avrebbero sfibrato, fino all’ultimo ganglo, il loro già provato sistema nervoso.

I 90’ del Dall’Ara non sono stati infatti ‘solo’ una partita, ma un lunghissimo piano sequenza in cui si sono alternate tutte le situazioni e le emozioni possibili.

I due allenatori devono fare di necessità virtù, non c’è Bjarnason (convocato  dalla sua nazionale) nelle fila del Pescara, Rossi invece recupera tutti gli acciaccati e parte con Da Costa tra i pali, Mbaje e Morleo sulle fasce, Oikonomou e Maietta centrali, linea mediana con Casarini, Matuzalem e Krsticic, Laribi trequartista dietro le due punte Sansone e Acquafresca.

Fin dalle prime battute il Bologna conferma di essere sospeso tra l’esigenza di attaccare e quella di non esporsi, il risultato è una facilità quasi irrisoria per gli ospiti nell’arrivare ai 16 metri, ma anche un’altrettanta povertà di soluzioni al momento di trovare la giocata decisiva. Dopo gli sbandamenti iniziali però i rossoblù tengono meglio il campo, Matuzalem gestisce tempi e giocate dietro, Laribi ci mette i polmoni, Krsticic prova ad inventare, le punte  tengono sul chi vive la retroguardia ospite, che, poi, così sicura non è.

Nel finale di prima frazione di gioco arriva la rete che sembra spianare la strada della A per il Bologna, dialogano tra loro Sansone ed Acquafresca, un difensore ci mette maldestramente il piede, e per Sansone diventa quasi troppo facile insaccare da 10 metri con un tiro di devastante potenza che incendia il Dall’ara in un tripudio di colori rossoblù.

In avvio di ripresa Oddo cambia gli esterni alti Politano e Caprari, sostituiti con l’ex Pasquato e Sansovini, passando al 4-3-1-2 e la mossa paga, al 56’, dal nulla, Sansone si inventa sulla trequarti un’azione di rara bellezza che gli permette di presentarsi da solo davanti a Fiorillo che, in uscita bassa si oppone alla conclusione salvando gol e partita, e qui si concretizza ancora una volta la più certa legge del calcio: a gol sbagliato fa seguito  gol subito! Sulla ripartenza, infatti, Melchiorri fa da torre per l’accorrente Pasquato che brucia sullo scatto Maietta e trafigge in diagonale Da Costa gelando il Dall’Ara.

Il Bologna va in difficoltà psicologica, il Pescara vola sulle ali dell’entusiasmo,  e, a complicare ulteriormente le cose, dopo altri 9’ Mbaye si becca il secondo giallo e l’automatico rosso (e qui il mister felsineo ha le sue colpe nel non aver sostituito il ragazzo  parso in chiaro affanno)  lasciando i suoi in 10 per quasi mezz’ora.

Lo stadio diventa sempre più una bolgia, quasi un girone dantesco, in cui le due tifoserie cercano di spingere i propri beniamini, chi a premere sull’acceleratore gettando il cuore oltre l’ostacolo, chi a cercare di erigere un fortino sonoro a protezione di quello fisico innalzato dagli stanchissimi ragazzi di Delio Rossi.     

L’assalto è un lungo brivido caldo, le mura sono appena incrinate dall’ariete e dalle macchine da assedio biancoazzurre, ma il fortino tiene e dove non arrivano l’olio bollente , le balestre e i proietti degli onagri, ci pensano prima Da Costa, che salva su un tiro dalla distanza e su un colpo di testa ravvicinato di Lazzari, poi, in pieno recupero, dopo che Cacia in contropiede aveva fallito un paio di occasioni facili, in pieno recupero, come contro l’Avellino ( allora fu sul tiro ravvicinato di Castaldo), stavolta sul colpo di testa di Melchiorri, è la traversa, la stessa, quella a sinistra della tribuna coperta, a salvare il Bologna ed il suo sogno impossibile.

Poi, dopo qualche attimo ancora, arriva il triplice fischio liberatorio di Fabbri, il Bologna è in serie A, nel modo più faticoso, difficile e sudato, fotografia esatta di una stagione tribolata in cui illusioni e gioie hanno sempre visto il loro contraltare pronto a spegnere ogni entusiasmo, ma stavolta no, ora è davvero finita, è tempo solo di festeggiare, in campo ed in città….
fonte voci di sport

HAPPY ENDING

Sottotitolo: IL CUORE IN GOLA
Sotto sottotitolo: Mbaye te possino
Sotto sotto sottotitolo: Cittadinanza onoraria alla traversa

E’ difficile scrivere qualcosa quando ancora le dita ti tremano per l’emozione. Un’emozione che solo chi sa soffrire riesce a percepire, ed il tifoso rossoblù di sofferenze calcistiche ne è un esperto di proma categoria.
Alle 22:31 l’arbitro Fabbri fischia una, due, tre volte: non solo i trentamila dello stadio, ma tutta la città esplode. Perché una promozione va sempre festeggiata, ma quella di ieri sera conteneva tutto il cuore pulsante di una città che sapeva di trovarsi nella categoria sbagliata. 
Nel primo tempo esplode il sinistro di Sansone, Fiorillo non la vede neanche passare, esplode la porta della Bulgarelli, esplode lo stadio, esplode la città: tutto in discesa.
Invece no! Perché come sa complicarsi la vita il Bologna, in pochi sanno fare. Pasquato (gol dell’ex) pareggia i conti, Mbaye si fa espellere come un pollo, Da Costa titaneggia tra i pali e la traversa fa il tredicesimo uomo in campo (il dodicesimo è sempre il tifoso). Delio Rossi oltre la “cicles” inizia a masticare anche le poltroncine della panchina, Tacopina non riesce a trattenere il savoir fair e lo si vede agitato come un tarantolato in tribuna a fianco di un redivivo Alberto Tomba. Al triplice fischio è festa . Il presidente non riesce a trattenere le lacrime, penso che mai mi dimenticherò questa immagine. Si va tutti in piazza dove tra un manifesto con scritto #conquistatA, i cori dei primi tifosi che giungevano da ogni dove e la musica di Lucio Dalla, la festa stava per iniziare.

Adesso si costruisce un futuro; un futuro dalle aspettative rosee basato su una dirigenza solida e su qualche elemento che blinderei in vista della prossima stagione come esempio di carattere e di cuore rossoblù.
Sicuramente è stata una promozione che rimarrà in eterno nei nostri cuori.

Edge

Mi dispiace devo andare, il mio posto è l'A

“Io credo che ci siano tre urli fondamentali nella nostra storia recente. Il primo rappresenta la difficoltà esistenziale del mondo moderno, ed è un quadro dipinto da un nordico alla fine dell’Ottocento, Edvard Munch. Per trovare il secondo dobbiamo andare dall’altra parte della baia dove stavano quelli di Berkeley, a San Francisco, e incontrare il poeta principale della Beat Generation, Allen Ginsberg: è lui ad aver scritto il poema Howl, che vuol dire «urlo», appunto. E’ un attacco al conformismo americano dell’epoca E poi c’è il gol di Tardelli”. Questo è quanto afferma il buon Federico Buffa, celeberrimo avvocato e giornalista Sky, relativamente alla finale Italia-Germania Ovest, datata 11 luglio 1982, che ha portato agli azzurri la terza Coppa del Mondo. Questa sera vorrei però aggiungere un quarto urlo, forse, anzi sicuramente, non fondamentale per la storia dell’umanità, ma importantissimo per quella bolognese. Ed è l’urlo di gioia che il Dall’Ara leva al fischio finale di Bologna-Pescara, partita che riporta il Bologna nel calcio che conta.

Un campionato al cardiopalma. Dal primo all’ultimo minuto. Delusioni, sofferenze, gioie e dolori. Ma anche tante stranezze. L’inizio di stagione con la coppia Guaraldi-Lopez, la fine con Tacopina-Rossi. La traversa di Castaldo al 93’ nella sfida al Dall’Ara contro l’Avellino, quella di Melchiorri al 91’ questa sera. Il Re Mida Sansone, il quale, come il mitico re della Frigia, ha trasformato in oro ogni pallone toccato durante la seconda parte della stagione con quel magico sinistro. Già, perché Sansone è arrivato durante il mercato di gennaio grazie al nuovo direttore sportivo Pantaleo Corvino. Alla fine dei giochi il Bologna è riuscito nel miracolo, ovvero centrare la promozione in serie A dopo appena una stagione trascorsa nella serie cadetta.

Sofferenza tanta, lo abbiamo detto. Anche stasera. Un Pescara a trazione anteriore si è giocato le sue carte in un Dall’Ara colorato interamente di rossoblu. Ma la solidità difensiva del Bologna, assieme a quel pizzico di fortuna che serve sempre nel calcio come nella vita, ha spedito Oddo e i suoi nell’Inferno calcistico per eccellenza. Sansone aveva illuso tutti che fosse una finale di ritorno calma e tranquilla, con l’ennesima prodezza in maglia rossoblu. Non lo è stata, perché Pasquato, ex di turno con il coltello tra i denti, ha sfruttato un assist al bacio di Melchiorri e ha rimesso la partita sul binario chiamato equilibrio. Come se non bastasse, il Bologna ha deciso di rendere il tutto ancora più emozionante facendosi male da solo. Mbaye, già ammonito, ha ingenuamente steso Pasquato e si è guadagnato la doccia anticipata, quando mancava ancora una mezz’oretta alla fine della sfida. Il fortino eretto a difesa della porta di Da Costa – eccellente la sicurezza dimostrata dal portiere ex Sampdoria – ha retto fino al 94’, quando il grido liberatorio di tutto lo stadio ha sancito la fine di questa ostica ma trionfale stagione.

E ora cosa succederà? Che mercato faranno la coppia Tacopina-Corvino, supportata economicamente da Saputo? Rossi rimarrà sulla panchina felsinea? Non lo so, e al momento non lo voglio nemmeno sapere. Adesso è tempo di festeggiare. Siamo in serie A!


Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

A tardA orA

È l una passata e sono già nei pressi del letto perché come dice Fino Sarti" a 
la mattina a lavurer..." Ma vista l'adrenalina che circola ancora, provo a 
esprimere il mio stato d'animo. Gran pubblico, anche se dovrebbe essere sempre così, bel primo tempo del Bologna che controlla e ci prova fino a riuscire a segnare e far sognare i trentamila presenti. Poi si avvera la previsione di Oddo con un Pescara che comincia a spingere e secondo me grazie al cambio di Krsticic con Buchel, il Pescara pareggia direi meritatamente. Poi Mbaye fa una sciocchezza, rimaniamo in 10 e soffriamo e non so dire 
se più in campo o sugli spalti ma "Krsticic" se abbiamo sofferto. Alla fine però abbiamo portato a casa questa promozione e dico grazie a tutti, una curva stupenda - e qui gli aggettivi oltre che finiti son superflui, era risaputo che fosse una gran curva - un grazie anche al resto dello stadio oggi veramente coinvolto e coinvolgente, un grazie a tutti i giocatori che bene o meno bene hanno 
contribuito a questo risultato, un grazie per tutto quello che hanno fatto a 
Tacopina, che è un bel presidente che coinvolge la gente come pochi, una 
quarantina di milioni di grazie a Joe Saputo e famiglia, che spero si rendano 
conto di chi hanno salvato, insomma grazie ragaz. Scusate, stavo dimenticando un grazie immenso come detto e fotografato da un amico a fine partita al miglior giocatore dei play-off LA TRAVERSAAAAAAAAA. 

Francesco Bertagnini

I più grandi di sempre: ZAMORA e YASHIN



Lev Ivanovič Yašhin    (Mosca, 22 ottobre 1929Mosca, 20 marzo 1990)

E’ senza ombra di dubbio il più grande portiere che abbia calcato i campi da calcio.
Soprannominato il ragno nero, per le braccia smisuratamente lunghe e per il vezzo di vestire sempre ed integralmente di nero, è stato un mito in patria e fuori.
Giocò soltanto in un club ,la Dinamo Mosca, ed inizialmente, essendo chiuso da un altro buon estremo difensore, si accontentò di difendere la porta della squadra di hockey vincendo, per altro, uno scudetto anche in quel frangente.
Nel calcio di scudetti ne vinse 5 e nel suo elenco dei trionfi bisogna aggiungere anche la vittoria con l’URSS della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Melbourne e un Campionato d’Europa.
Nel 1963 Yashin vinse anche il Pallone d’Oro, unico portiere a riuscire in questa impresa.
Nella sua fantastica carriera stabilì dei record mai avvicinati da alcuno e presumibilmente imbattibili; ad esempio nelle più di quattrocento partite disputate, riuscì a non prendere goal in più della metà e a parare un numero imprecisato di calci di rigore (a seconda delle statistiche si va dagli 86, di per se già numero incommensurabile, fino ai 147 dato stratosferico e difficilmente provabile).
Morì presto, a poco più di 60 anni per i postumi di una grave tromboflebite occorsagli a seguito di un brutto incidente stradale.






Ricardo Zamora Martínez (Barcellona, 21 gennaio 1901Barcellona, 8 settembre 1978

Al secondo posto dell’ideale classifica dei migliori portieri di tutti i tempi, non può che accomodarsi il grande Zamora, un portiere mitico che scendeva in campo sempre con un maglioncino a V bianco e un cappello da passeggio.
Alto quasi due metri (un gigante per l’epoca!) era solito svolazzare da un palo all’altro con estrema leggerezza.
In Spagna c’era un detto che recitava così:” i portieri sono due san Pietro in cielo e Zamora sulla terra”, da qui è facile comprendere la considerazione che i suoi connazionali avessero per lui.
Si dice che simpatizzasse per i socialisti e questo gli garantì poco affetto da parte del regime franchista e pare anche che la polizia segreta lo controllasse con particolare dovizia.
Nel 1934,in occasione dei mondiali organizzati e vinti dall’Italia, la nostra nazionale si trovò di fronte la Spagna nei quarti di finale.
Zamora che non amava affatto Mussolini e il fascismo, sfoderò una prestazione mitica parando tutto ciò che era umanamente possibile e capitolando (dopo un evidentissima carica su di lui, non fischiata dall’arbitro) su un tiro di Ferrari che andava a pareggiare il vantaggio iberico.
Allora c’erano i tempi supplementari (terminati con lo stesso risultato di 1-1) ma non erano previsti i rigori e la partita fu ripetuta il giorno successivo.
Rispetto alla sfida precedente mancavano 6 giocatori spagnoli infortunati e uno….disperso; era il grande Zamora che non fu convocato, pare proprio per espressa richiesta del nostro antisportivo dittatore nei confronti del governo spagnolo.
Zamora era solito scherzare su quella vicenda, asserendo che fu una decisione libera del suo allenatore, che lo aveva visto un po’stanchino.
Nella sua carriera trascorsa tra l’Espanyol, il Barcellona ed il Real Madrid, vinse due campionati e cinque coppe di Spagna; da allenatore vinse altri due campionati con l’Atletico Madrid.
A chi gli diceva di essere il Pelè dei portieri era solito rispondere: “ beh…essendo venuto prima io, semmai è Pelè ad essere lo Zamora degli attaccanti!”

martedì 9 giugno 2015

Sansone illude, Pasquato spaventa, ma alla fine è serie A. Da Costa sicurezza, Mbaye ingenuo.

Novanta interminabili minuti. Ma il Bologna trova la serie A dopo il pareggio per 1-1 contro il Pescara.
LE FORMAZIONI Rossi conferma il consueto 4-3-1-2, con Laribi trequartista e la coppia Acquafresca-Sansone in avanti. Oddo invece si gioca il tridente offensivo formato da Caprari, Melchiorri e Politano.
Bologna (4-3-1-2): Da Costa; Mbaye, Oikonomou, Maietta, Morleo; Casarini, Matuzalem, Krsticic; Laribi; Sansone, Acquafresca
Pescara (4-3-3): Fiorillo; Pucino, Salamon, Fornasier, Zampano; Torreira, Brugman, Memushaj; Politano, Melchiorri, Caprari

LA PARTITA L'inizio di gara, che si svolge in un Dall'Ara completamente colorato di rossoblu, appare equilibrato, ma sono anche tanti gli errori in fase di impostazione da parte di entrambe le squadre, a causa della delicatezza del match. Al 17' Melchiorri fa tremare i tifosi emiliani, con una conclusione potente ma imprecisa. Sulla sponda opposta ci prova Sansone, ma Fiorillo è attento. Al 38' poi, dopo uno stacco imperioso di Oikonomou che sorvola la traversa, Sansone, imbeccato in maniera fortuita da Acquafresca, fa partire un sinistro chirurgico che batte Fiorillo. Il primo tempo si conclude con la squadra di Oddo riversata in avanti, alla ricerca del pari, ma l'ultima occasione capita di nuovo sui piedi di Sansone, che questa volta non ripete la prodezza vista pochi minuti prima.
La ripresa si concentra tutta in un minuto. E' il 56' quando il solito Sansone salta mezza difesa del Pescara e conclude di mancino esaltando i riflessi di Fiorillo. Passano appena 30 secondi e sul ribaltamento di fronte il Pescara trova il pareggio. Melchiorri serve Pasquato con un preciso stacco aereo e l'ex rossoblu gela il Dall'Ara. Gli ospiti si giocano il tutto per tutto ed è il neo entrato Sansovini a sfiorare il palo con una conclusione a giro. Al 66' poi ingenuità di Mbaye, che, già ammonito, stende Pasquato e si guadagna la doccia anticipata. Momento delicato per i felsinei e Rossi deve togliere il suo uomo migliore, Sansone, per giocarsi la carta difensiva Ceccarelli.
Il finale è al cardipalma. Pasquato e Salamon sprecano le rispettive occasioni e Melchiorri al 91' trova la traversa, emulando il collega Castaldo, nella sfida tra i rossoblu e l'Avellino. Alla fine però è festa grande. Il Bologna torna in serie A.

TOP e FLOP Bologna TOP Da Costa 6.5: solido, anche psicologicamente parlando, negli ultimi, decisivi minuti. Un pizzico di fortuna in occasione della traversa di Melchiorri, ma regala sempre sicurezze alla difesa.

FLOP Mbaye 5.5: ingenuo. Lascia i suoi in 10 uomini nel momento peggiore.


Pescara TOP Pasquato 7: entra nella ripresa e semina il panico fin da subito.
FLOP Politano 5: spettatore non pagante. Il 4-3-3 dovrebbe esaltarne le caratteristiche, ma in realtà le limita.

Fiorillo 6.5; Zampano 6.5; Salamon 6.5, Fornasier 6, Pucino 6; Torreira 6.5 (dal 79' Lazzari 5.5), Brugman 6.5, Memushaj 5.5; Politano 5 (dal 46' Sansovini 6), Melchiorri 6.5, Caprari 5.5 (dal 46' Pasquato 7)



Riccardo Rollo

Le pagelle della serie A di mario Piromallo

BOLOGNA FC 1909

 

Da Costa 8 - para bene su Politano al 32°. Prende gol al 55° ma nulla può sul tiro dell'ex Pasquato. Poi la bravura e la fortuna si alleano al portierone rossoblù che chiude la porta agli abruzzesi.

 

Mbaye 7 - Bella azione al 9° in fascia, dopo un uno/due con Casarini arriva sul fondo e crossa. Giallo al 28°. Bene su caprari al 39° in uno degli interventi in anticipo. Prende un 2° giallo in po' da pollo e lascia la squadra in 10. Ma vista la serata non posso dare un voto insufficiente.

 

Oikonomou 8 - perde un pallone al limite dopo un intervento difensivo ma nulla di fatyto per i pescaresi. Ci prova nella sua specialità, il colpo di testa, su angolo di Laribi al 39° ma la palla sfiora la traversa. Chiude bene su Melchiorri al 48°. poi aiuta a resistere il fortino rossoblù.

 

Maietta 8 - Bene su Politano al 7°. Si danna al centro della difesa e con il suo compagno di reparto chiude il possibile e l'impossibile. Resiste in campo fino alla fine nonostante tutti gli acciacchi.

 

Morleo 8 - anche in questa partita è preferito a Masina in marcatura su Politano. Ottima diagonale difensiva in piena area al 9°. Corre molto e aiuta la difesa a non subile il 2° gol.

 

Matuzalem 10 - perde Brugman al 17°. Unica sbavatura in una gara che lo vede in cattedra come al solito. imprescindibile la sua presenza davanti alla difesa anche se a corto di fiato la sua classe esce prepotentemente. Per fortuna che era lento.

 

Casarini 8 - corre molto e da qualità al suo gioco. La maglia rossoblù per lui è un toccasana. Krsticic 8 - subito al 1° minuto un inserimento in avanti ma viene steso da un avversario. Gioca bene in ambo le fasi. Bellissima apertura su Mbaye al 34°. Esce al 49° stremato e stanco. Sostituito da Buchel.

 

Buchel 8 - anche se si vede poco contribuisce alla promozione del BFC.

 

Laribi 8 - fa pesare la sua freschezza che in quest'annata è mancata in poche partite. Corre molto e pressa per quel che può anche quando la squadra rimane in 10.

 

Acquafresca 8 - bene in ripiegamento. E' fondamentale nell'azione del gol realizzato da Sansone. Esce sostituito da Cacia al 62°.

 

Cacia 8 - sfiora il gol in una azione nella quale vuole rimanere in piedi anche se toccato dal portiere in uscita. Aiuta nei momenti caldi la sua squadra.

 

Sansone 9 - Gran tiro al 27° parato bene da Fiorillo. Gol al 37° con una sassata che si infila sotto la traversa. Grandissima azione al 55° quando scarta come birilli tutti e poi tira abbosso al portiere. Acquisto più azzeccato di metà anno insieme a Da Costa. Aspettiamo Gastaldello e Zuculini. Esce sostituito da Ceccarelli.

 

Ceccarelli 8 - aiuta la fase difensiva in una mezzora finale di grande sofferenza.

 

A disposizione: Coppola, Sarr, Ferrari, Masina, Paramatti, Bessa, Perez, Improta, Mancosu, Troianiello.

 

Delio Rossi 10 - porta a casa una promozione strappata coi denti ma anche con una grinta e un amore nella maglia che infonde a tutta la squadra che lo segue in questa grande conquista, la SERIE A...FORZA BOLOGNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA



Un anno "tribolato" : dalle penalità alla partita della verità!!

Ebbene si,cari amici e tifosi,siamo arrivati "alla resa dei conti"....Un anno difficile,un inizio all'insegna del pericolo fallimento alla "rinascita",da una classifica che a tratti sembrava prendere il"volo"e una promozione diretta sicura a.......QUESTA SERA!!!!
Bene,siamo al gran giorno,questa sera si conclude questa annata calcistica per la nostra società e PER NOI,con la grande speranza di centrare la tanto sofferta........serie A,ma intanto vorrei ripercorrere assieme a voi i momenti più importanti e sofferti di questo lungo anno,grazie al bellissimo articolo di "tuttobolognaweb"che ho letto e vorrei riproporre a voi TIFOSI:

Siamo al 30 maggio 2014 : la penalità del -1 in classifica. L'allora Bologna dell' Innominabile(..Albano Guaraldi...) paga ai giocatori i mesi di gennaio,febbraio e marzo ma non paga l'Irpef e scatta così la penalità di un punto ma sempre in quel periodo non si riesce a capire se il Bologna fc riesce a iscriversi al campionato attuale...situazione a dir poco critica!

Il 9 giugno 2014 viene presentato il DS Filippo Fusco,già al lavoro prima della presentazione per cercare di risolvere nel miglior modo possibile i numerosi contratti"ricchi"fatti a diversi giocatori del Bologna e nello stesso tempo di costruire una squadra "decente"con un portafoglio pari a zero,ma sempre con il grave quesito dell'iscrizione al campionato.

Si arriva al 24 giugno 2014,si sblocca il "paracadute"e il Bologna si iscrive al campionato.
Il famoso"paracadute"di Sky si sblocca e così il Bologna paga tutte le varie spese economiche necessarie per iscriversi e partecipare al campionato cadetto.Un leggero respiro alla comunque drammatica situazione rossoblù.

Il 1 luglio 2014 viene presentato il tecnico del Bologna Diego Lopez! L'ex allenatore del Cagliari firma un contratto che lo lega al Bologna per tutta la stagione.

Intanto il DS Fusco sta lavorando alla grande pur non avendo soldi e dopo aver portato sotto le due Torri i giocatori Coppola,Marios,Mzaietta,Ceccarelli,Zuculini,Matuzalem,Troianiello,Giannone e Laribi, il 5 agosto 2014 riesce a portare alla corte di Lopez il centravanti Daniele Cacia!
Poi arriveranno anche Paez,Buchel,Bessa e Improta.

Il 17 agosto 2014 il Bologna viene eliminato in Coppa Italia dall'Aquila.....peggio di così.....

Novità a livello societario: 19 agosto 2014 si fà avanti una società romana composta da Stefano Bruni,Paolo di Stanislao,Piero Montaquila e Cristina Russo con alle spalle la società austriaca G-DIAMONDS............

La "prima"di campionato subito sconfitti a Perugia,era il 29 agosto 2014. Sconfitta meritata per come i ragazzi si sono presentati in campo con una condizione atletica molto scarsa.

Il 9 settembre 2014, le prime "sirene"americane!...Joe Tacopina vuole il Bologna!!!

Il 12 settembre 2014 il Bologna finalmente vince conquistando tre punti in trasferta a Pescara!

Joey Saputo a Bologna,è il 22 settembre 2014. Arriva assieme a Joe Tacopina il proprietario  del Montreal Impact,Bologna comincia a sognare!

Il 25 settembre la doccia fredda:Massimo Zanetti compra(?) il Bologna....................

Ma finalmente dopo tutte le varie"bufale" il Bologna è americano!!..è l' 8 ottobre 2014, Tacopina e Saputo"sferrano"un potente "attacco"economico e mettono ko Mister segafredo...si alza la bandiera a stelle e striscie:il Bologna al colosso canadese!!!!

Il 30 novembre il Bologna vincendo in casa contro il Bari, si porta in terza posizione in classifica dietro Carpi e Frosinone facendo sognare un'intera città!...grande merito comunque a Fusco che è riuscito a costruire una notevole squadra con zero euri!

Con gli americani si comincia a cambiare a livello sia societario che tecnico e il 22 dicembre 2014  viene presentato Pantaleo Corvino come nuovo DS del Bologna che di conseguenza prenderà il posto di Fusco.

Il 28 dicembre il Bologna raggiunge la seconda posizione battendo il Lanciano e termina così l'anno in grande euforia!


Il 17 gennaio 2015 a Casteldebole 1500 tifosi si radunano per caricare la squadra e due giorni dopo alla ripresa del campionato il Bologna batte il Perugia giocando forse una delle partite più belle viste al dall'Ara quest'anno!

2 febbraio 2015 si chiude il mercato e Corvino rinforza la rosa portando Sansone,Mbaye,Mancosu, Gastaldello e Krsticic per centrare così la promozione diretta!

Il 27 febbraio 2015 il bologna perde in casa dal Vicenza....qualcosa non funziona......non si riesce più a vincere in casa...

Arriviamo al 1 aprile 2015 e subiamo una pesante sconfitta con il Carpi a Carpi,oltre alla sconfitta....perdiamo per tutto il resto della stagione il nostro Franco Zuculini!!!

Il 14 aprile 2015 una buonissima notizia,ci riprendiamo il punto tolto della penallizzazione!

E si arriva al 4 maggio 2015,esonerato Lopez arriva Delio Rossi! L'ennesima sconfitta incolore di Frosinone mette la dirigenza a prendere la importante decisione!

22 maggio 2015 prima vittoria di Rossi dopo i pareggi di Avellino e Pro Vercelli che ci consente di mantenere la terza posizione e di giocare con regole di vantaggio sulle altre squadre che giocheranno nei playoff.

2 giugno 2015 il Bologna è in finale!!!..si vince al Partenio per 1-0 si perde in casa per 2-3 ma la finale è la NOSTRA!!!!!...

5 giugno 2015 pareggiamo a Pescara soffrendo molto ma portando a casa il risultato voluto!!!

7 giugno 2015 circa duemila tifosi per l'allenamento al dall'Ara,per stare vicini a loro per caricarli..........

9 giugno 2015.........................LA CONQUISTIAMO LA SERIE A!!!!!!!!!!!!!!



Da articolo letto su "tutto bologna web"

                                                                                        Coppola Vincenzo 

Fantasmi

Quella di stasera non é una partita normale, lo sappiamo tutti.

Chi piú chi meno, ha iniziato a sentire la tensione giá da qualche ora e onestamente, non vediamo l'ora che l'arbitro fischi tre volte.

Parto da un dato curioso: delle 6 squadre qualificate per i Play Off sono arrivate in finale le 2 che hanno cambiato allenatore durante la stagione.

Non c'é peró paragone tra il Pescara e il Bologna post-esonero del mister.

Gli abbruzzesi hanno "svoltato" raddrizzando una stagione data quasi per persa (ricordiamo che hanno guadagnato l'ultimo posto utile per la fase finale solo all'ultimissima giornata vincendo lo scontro diretto con il Livorno), ma da quando Oddo siede sulla panchina dei "delfini", la squadra ha iniziato ad ingranare ed é lontanissima parente di quella che abbiamo affrontato in campionato.

Discorso diverso per il Bologna, che é arrivato ad esonerare Lopez solo a 2 giornate dal termine dopo un campionato tutto "di vertice" con il secondo posto perso solo alla 37esima giornata dopo il pari interno con lo Spezia. La squadra costruita con intelligenza da Fusco ad Agosto aveva bene o male mantenuto la posizione fino a li, mentre gli innesti portati dalla gestione di Corvino a Gennaio non hanno dato i risultati sperati (escluso il solo Sansone). Il gioco dei rossoblu non é migliorato in modo tangibile dopo l'arrivo di Delio Rossi, ma nonostante tutto i felsinei sono arrivati a giocarsi la finale di ritorno con 2 risultati utili su 3, in virtú della miglior posizione di classifica e del pareggio 0-0 all'Adriatico.

Aspettiamoci una partita difficile, forse rude, di sicuro estremamente "sentita".

In palio c'é il posto in Serie A, che di per sé é giá un'ottima gratifica. Ma c'é ben altro sotto...intanto parliamo di soldi, tanti soldi. Perché tra diritti televisivi e quant'altro si tratta di cifre oltre i 20 Milioni di Euro, e Saputo che é ricco ma non "scemo" conosce perfettamente il valore di questo incasso.
Poi c'é il prestigio, una piazza come quella di Bologna che ha vinto 7 Scudetti, é sicuramente un bello spot per la Serie A, che con i nuovi investitori stranieri non rimarrá nella parte di Sparring-Partner.
Poi c'é l'indotto sociale-economico, la "pubblicitá" per la cittá, un gancio-traino niente male per le attivitá intorno allo stadio.

Insomma ce n'é per tutti i gusti, non é "solo" calcio.

Cosa serve per riuscire nell'intento? Scacciare i fantasmi della gara contro l'Avellino dove obiettivamente abbiamo rischiato seriamente di perdere il treno Serie A.

Dobbiamo guadagnarcela, dobbiamo meritarcela, dobbiamo farcela.

Forza ragazzi, ConquistiamolA.

ODDO CAMBIA IL PESCARA


 

Ci siamo, ancora poche ore e tutto sarà deciso: l’undici che raggiungerà Carpi e Frosinone nella massima serie e la squadra che, ahimè , rimarrà relegata almeno per un’altra stagione in Serie B.

Giunti a 90’ dal gong finale, i giochi sono più che mai aperti, con il Bologna in teoria favorito per avere due risultati su tre a disposizioneed il Pescara che gode di un miglior gioco e di una buona condizione atletica a detta di tutti i tecnici della cadetteria: ma si sa che i pronostici sono fatti per essere smentiti!  

Delio Rossi, come suo solito, fa pretattica e non si sbottona sulla formazione che partirà titolare nella sfida più importante della stagione. Al momento è sicuramente difficile scrutare i pensieri del mister rossoblù, probabilmente conosceremo le sue scelte solo pochi istanti prima del fischio d’inizio del match. I dubbi della vigilia potrebbero (ma non è detto) essere:  Ceccarelli e Morleo oppureMbaye e Masina sulle fasce? Matuzalem dal primo minuto o dalla panchina? Davanti  Acquafresca, Mancosu o Cacia in coppia con Sansone?

Ben altra situazione quella in casa biancazzurra. Massimo Oddo, infatti, alla luce del forfait obbligato di Bjarnason (l’islandese salterà la partita per via degli impegni di qualificazione della sua nazionale)pare intenzionato a mischiare le carte del gioco, abbandonando il 4-2-3-1 visto venerdi sera all’Adriatico in favore di un 4-4-2 con Sansovini e Melchiorri davanti. I dubbi principali di Oddo sono legati alla presenza di Salamon, che comunque si è allenato regolarmente in questi giorni, per via del vistoso taglio al sopracciglio rimediato nella partita d’andata e del terzino Rossi, alle prese con un fastidioso problema al ginocchio. Quasi certo l’impiego del regista Torreira, in stand-by da un paio di partite per problemi muscolari.

A sentire qualche bene informato, pare che Oddo stia pensando ad una condotta di gara diversa rispetto all’andata: il fatto che venerdi sera la sua squadra sia partita forte nel primo tempo, per poi calare vistosamente nella ripresa, andando anche in soggezione su di un paio di ripartenze del Bologna, ha fatto sì che egli voglia puntare al controllo iniziale della gara e al dosaggio delle forze fisiche dei suoi giocatori, che  tenterebbero poi l’affondo decisivo nella seconda frazione di gioco. A supporto dei due davanti è facile poi che si possa assistere alla collaudata staffetta tra Pasquato e Caprari, con il secondo inserito nel tentativo di spaccare la partita con qualcuna delle sue veloci ripartenze.

Sarà vero, sarà solo pretattica..? Di certo c’è che fintanto questa mattina mister Oddo ha ribadito ai microfoni di essere convinto dell’impresa da parte dei suoi ragazzi, per il fatto che hanno già dimostrato venerdi la loro superiorità tecnica e di gioco rispetto agli avversari. Che a detta sua, se Delio Rossi fa giocare tutti dietro la linea del pallone evidentemente è l’unica cosa che sanno fare!

Parole e musica di Massimo Oddo.. 

 

Marco Di Simone  

lunedì 8 giugno 2015

Credete nei miracoli?



Credete nei miracoli? Nella benedizione divina? Del destino scritto nelle stelle? Nella storia che cambia radicalmente per una questione di fortuna, di secondi o di centimetri? Beh, queste partite del Bologna dovrebbero avervi fatto venire quantomeno un dubbio.
Quest'anno il Bologna ha avuto senza dubbio meriti nel raggiungere i playoff, ma non è certo mancata la fortuna, che rimane comunque una componente fondamentale per raggiungere i successi.
I millimetri della traversa di Castaldo, con un tiro che nel 90% dei casi va dentro e l'incrocio dei pali, non più grande di 2 centimetri, colpito in pieno da Melchiorri, potrebbero essere segnali divini. Senza dimenticare quanto accaduto in ottobre quando gli dèi del calcio, probabilmente in colpa per aver relegato il Bologna non solo ad un ruolo di margine del calcio che conta ma anche per averlo bistrattato e preso in giro con presidenti di poco conto, hanno deciso che fosse l'ora di mandare il Messia tra il popolo felsineo: Joey Saputo.
Gli dèi del calcio sembrano essersi ricordati del Bologna e sembrano aiutare i giocatori quando gli stessi non ci arrivano con le loro forze. Sembriamo come protetti da un'aura di invulnerabilità.
E' giusto così. Avranno visto come noi tifosi del glorioso Bologna tifiamo e sentiamo le partite, che il nostro cuore puro merita ben altri lidi. Dal canto nostro possiamo solo stringerci tutti insieme e far capire a tutto il mondo chi siamo, spingere la squadra in A. E come una ragazza si fa bella per l'appuntamento con il ragazzo, così noi dovremo essere più belli possibile per far sì che gli dèi non si possano scordare di noi e ci mandino ancora, per gli ultimi 90 minuti, un piccolo aiuto.
Bravura, giustizia sportiva o l'ineffabile fato? In cosa credete?

FORZA BOLOGNA! 




Daniel Giannerini 

BFC amore e passione

di Mario Piromallo



L'Ultima partita dell'anno, l'ultima fatica.

Domani, martedì 09 giugno 2015, il nostro amato BFC gioca davanti al suo pubblico che non ha mai smesso di sostenere la squadra, anche se spesso non è riuscita a mettere in risalto l'enorme potenziale che la Società ha messo a disposizione della guida tecnica nelle 42 (39) partite di un campionato che poteva essere vinto con un 1° posto in classifica che sulla carta era assolutamente possibile.

Invece gli eventi hanno portato il BFC a giocarsi i play-off per l'ultimo posto disponibile.

La condizione fisica di alcuni giocatori non sembra proprio al top, ma sono certo che nella testa dei protagonisti di questa che sarà la partita più importante dell'annata per l'ambiente rossoblù, i concetti giusti per sostenere una grande prova sono ben presenti.

Anche la Società non ha mai fatto mancare la vicinanza alla squadra e, come ho già avuto modo di scrivere in un altro articolo pubblicato durante questo campionato, le persone che occupano i posti chiave del BFC sono state scelte molto bene.

Infatti ognuno di questi personaggi in Società è di alto profilo e quindi i benefici che la Società ne ha tratto sono evidenti.

L'ultima decisione importante che ha dovuto prendere la Società è stata quella di sostituire l'allenatore.

Il motivo della sostituzione di Mister Diego Lopez con Mister Delio Rossi è derivato da una serie di risultati mediocri e negativi che hanno portato a ottenere una classifica finale deficitaria.

Ora stiamo vivendo un momento che nessuno dei tifosi rossoblù avrebbe voluto attraversare.

Domani al Dall'Ara è previsto il pubblico delle grandi occasioni.

Io portroppo non potrò essere lì allo stadio con voi tifosi a dare il contributo alla squadra ma sono certo che il grandioso tifo bolognese saprà trasmettere l'amore necessario alla squadra per...qui mi fermo per scaramanzia...FORZA BOLOGNA PER SEMPRE E FINO ALLA FINE!

BOLOGNA - PESCARA : PROBABILE FORMAZIONE

Sono molti i dubbi di Rossi  per la gara di domani , date le tante indisponibilità , e le condizioni non perfette di molti giocatori . Ma anche gli acciaccati come Maietta e Matuzalem , hanno dato la loro disponibilità , e vogliono giocare in tutti i modi .
L'unica cosa certa è il modulo che sarà quello di sempre il 4-3-1-2 .
I ballottaggi sono quelli sulle fasce difensive tra Ceccarelli e Mbaye , e tra Morleo e Masina , quello di trequartista tra Laribi e Kristicic , e quello di prima punta da affiancare a Sansone tra  Acquafresca , Mancosu e Cacia .
Questa dunque la probabile formazione :
Da Costa ; Ceccarelli , Oikonomou, Maietta , Morleo ; Matuzalem , Casarini , Buchel ; Laribi ; Sansone
Acquafresca .
Marco Bonciani .

i convocati da Delio Rossi per la finalissima Bologna - Pescara

I 24 giocatori per Bologna - Pescara di domani :

Portieri: Coppola, Da Costa, Sarr.

Difensori: Ceccarelli, Ferrari, Maietta, Masina, Mbaye, Morleo, Oikonomou, Paramatti.

Centrocampisti: Bessa, Buchel, Casarini, Krsticic, Laribi, Matuzalem, Perez.

Attaccanti: Acquafresca, Cacia, Improta, Mancosu, Sansone, Troianiello.




Per la Promozione!!!....Parla Marcello Castellini

E così siamo arrivati alla"vigilia"della partita più importante della stagione,partita che può decidere tante cose,a iniziare dal gruppo che nonostante la"tribolazione"di un campionato anomalo per scarsità di gioco,i ragazzi si devono "conquistare"un posto per l'anno prossimo,e sopratutto su come orientarsi in vista di un mercato estivo sicuramente fatto di grandi cambiamenti che sia PROMOZIONE o.................no!!!



Ma torniamo ora a parlare di questa"finale", e ne parla il "nostro"Marcello Castellini,uno che di promozione ha vissuto,anno 2008 la nostra ultima promozione in serie A,stagione dove se vi ricordate il nostro bomber "Conte Max" Marazzina ne fu l'artefice ma anche Lui, Marcello fu protagonista guidando una super difesa verso quella promozione.
Castellini durante una intervista fa capire che nonostante i due risultati che abbiamo su tre,e cioè pareggio o vittoria,sarebbe un grosso errore impostare la partita in modo "rinunciatario",il Bologna deve trovare subito in campo quell'equilibrio di gioco che possa dare anche in fase offensiva "problemi" ai ragazzi di Oddo.
Dice poi che nonostante il Bologna abbia preso pochi gol,risultando la seconda migliore difesa con 35 gol subiti,assomigliando al suo anno della promozione( 29 gol subiti),la differenza di oggi a quell'anno fu l'allenatore che restò fino alla fine e.........la promozione diretta che loro fecero!!



Il nostro Marcello ha poi parole belle per il giovane difensore centrale Marios,dicendo che è un ragazzo di prospettiva molto interessante e con il "vizio" del gol che per un calciatore è sempre una gioia e da molta carica e autostima,non per niente è stato tra i migliori nella partita di andata contro il Pescara!

             MARCELLO CASTELLINI UNO DI NOI!!!!!!

                                                                                    Coppola Vincenzo

BOLOGNA: NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI.

È la notte prima degli esami , quella che il Bologna e tutti noi tifosi, stiamo per vivere .
Notte , piena di ansie paure , piena di speranza , di attesa , notte che tutti noi vogliamo indimenticabile.
Il Bologna , per preparare bene questa sfida , ha deciso di andare in ritiro per trovare tutti insieme la concentrazione giusta ; a questo punto quello che fa la differenza è la testa e le motivazioni.
Tanti giocatori non sono in buone condizioni, hanno grossi acciacchi, ma nessuno vuole mancare domani , perché domani è importante esserci ; come dice Di Vaio , queste sono le partite che ogni giocatore vuole giocare .
E allora tutti insieme ConquistianolA !!!
Marco Bonciani .

ANSIA DA PRESTAZIONE

Il titolo può sembrare di quelli da “rivista psicosomatica”, con illustri luminari pronti a sventagliare le varie teorie sulle prestazioni dell’uomo.
Per fortuna, il tifoso rossoblù non si vedrà citato in queste riviste. L’ansia da prestazione aleggia negli animi bolognesi da qualche giorno, ma è un’ ansia di passione per i colori che noi portiamo (sono la gloria, sono la gloria..).
A Bologna il mondo si è fermato. Tremila persone ieri ad incitare la squadra durante gli allenamenti, stadio esaurito con tanto di anima in pace per chi – gioco forza – non è riuscito ad acquistare il biglietto per quello che è IL match dell’anno, bandiere e sciarpe che veleggiano fuori dalle finestre come coccarde di un paese in festa. In questo momento anche all’ufficio anagrafe si staranno limando le unghie: i bambini non vogliono nascere prima di mercoledì, ed i vecchi non vogliono morire senza prima aver visto la partita.
Il Bologna dovrà stare attento però, perché da una parte c’è una città che attende una festa gloriosa, dall’altra una squadra che non avrà nulla da perdere e in mezzo l’undici di Delio Rossi, che ha due risultati su tre utili a disposizione. Niente supplementari, niente rigori. La storia la si fa in novanta minuti; e saranno novanta minuti interminabili. Le scelte tecniche le affideremo al Mister che ha dimostrato già nella gara di andata, che puntare sull’esperienza di due navigati come Morleo e Ceccarelli ha pagato di più che – magari – rischiare due giovani al loro primo vero “test della pressione”. 
La coppia centrale Maietta-Oikonomou ha funzionato anche meglio del previsto, con il greco eretto a muraglia davanti alla porta difesa da un religiosissimo Da Costa (lui stesso ha ammesso di pregare sempre un piccolo esercito di mariane che, a mio avviso, non gli mancano di attenzioni).
A centrocampo, Matuzalem penso che sia come il pane in tavola: non può mancare. Gli altri membri del centrocampo, da Bessa a Krsticic passando per Casarini Buchel ed un redivivo Laribi, sono perfettamente intercambiabili visto che son tutti senza benzina ormai, ma ancora con la giusta grinta di chi conosce il peso della vittoria. In avanti Sansone sarà affiancato da chi Delio Rossi riterrà non più in forma, ma più confacente alla situazione; avendo in Cacia, Mancosu e Acquafresca tre prime punte, ma tutti con caratteristiche diverse tra loro.
Infine non ci resta che riporre il cuore in quella che sarebbe una promozione inimmaginabile a Settembre, con la gestione Guaraldi, ma che dall’arrivo delle due J si è pian piano trasformata in un roseo e dal sapore antico sogno di gloria. Di quelli che ormai solo in pochi hanno visto dal vivo anni fa.
Forza Bologna, realizza questo sogno.

Edge 

sabato 6 giugno 2015

Sopravvissuti all'Adriatico restano ora 90' per coronare il sogno: Daje Bulagna!!!

All'Adriatico si è giocato il primo atto della finale dei play off di serie B, tra Pescara e Bologna, è finita 0-0, come i fans rossoblù speravano (nella migliore delle ipotesi), come quelli biancazzurri paventavano.
La vigilia, tra interviste e previsioni degli addetti ai lavori, aveva prefigurato un Bologna alla canna del gas ed un Pescara, forte dell'apporto di Oddo in panchina, lanciatissimo verso la A, dall'alto della sua consistenza tecnica e della sua straripante forma atletica, ed invece...

Oddo aveva preconizzato un bel 3-0 per chiudere i giochi già in Abruzzo, sulla sponda rossoblù invece silenzio e tanta umiltà con il solo videomessaggio dello chairman Saputo a cementare il gruppo e la tifoseria in vista dell'obiettivo principe della stagione.
Cos'ha dunque detto il match, a parte rinviare il verdetto definitivo al return match di martedì sera al Dall'Ara? In primis che, a questo punto della stagione, con 42 match di campionato e due settimane di partite di play off, tanto intense quanto ravvicinate, nelle gambe, non ci sono praticamente più forze fisiche, le due squadre sono infatti apparse stanche ed in debito di ossigeno, con le gambe che vanno a metà regime e la testa che è oppressa dalle grandi aspettative e dalle pressioni delle rispettive piazze.
Oddo si affida ai soliti noti, quelli cioè che lo hanno portato fin qua e che stanno tirando la carretta, senza cambi, in questi 180' di play off, intensissimi e faticosi; Delio Rossi, grazie ad una rosa, forse più ampia, riesce invece a fare un po' di turnover, cambia quasi tutto in difesa dove conferma i soli Da Costa e Oikonomou (il migliore in campo al termine dei 90'), piazzando a destra Morleo, a sinistra Ceccarelli e, al centro, l'eroico Maietta, in mediana, accanto a Matuzalem e Casarini, tocca a Buchel, Laribi è confermato come trequartista, mentre in attacco, accanto a Sansone, spazio nuovamente a Mancosu, all'eterna ricerca del suo primo gol in rossoblù.
La partita, come prevedibile la fa, fin dalle prime battute, il Pescara che attacca a pieno organico, ma senza quella brillantezza e lucidità necessarie a scardinare l'impianto difensivo degli ospiti. La sfera si muove troppo lentamente, i giocatori abruzzesi si muovono invece con troppo poco costrutto, il muro felsineo è solido, ognuno difende la sua zona con ordine, pronto a dar man forte al compagno in difficoltà. Se pecca c'è nelle fila emiliane è quella, difendendo basso e compatto, di ripartire con la non necessaria rapidità e lucidità, sbagliando assai in disimpegno e regalando interessanti contro-giocate ai ragazzi di Oddo.
La prima parte di gara vive su un equilibrio precario con le occasioni che si dividono, più o meno, equamente tra le due compagini, quasi sempre prodotto di riconquista e rapidi capovolgimenti di fronte.
Nella ripresa il leit motiv cambia leggermente, il Pescara, in apertura, aumenta i giri motore cercando di gettare il cuore oltre l'ostacolo, alla vana ricerca di quel gol che orienterebbe in modo più vantaggioso il match di ritorno, il Bologna soffre e si compatta maggiormente, soprattutto dopo l'uscita del suo uomo d'ordine, Matuzalem, sostituito da Bessa che si va a posizionare dietro le punte facendo scalare sulla linea di centrocampo Laribi.
Dopo un clamoroso palo di Melchiorri ed un tiro da limite dell'ex Pasquato, che sibila non distante dai pali di Da Costa, gli ultimi 20' di gioco, con gli abruzzesi ormai sulle ginocchia, sono quelli su cui Delio Rossi può recriminare e su cui può impostare il match di ritorno: grazie ai lanci lunghi, che prendono d'infilata la statica e stanca retroguardia di casa, a turno Sansone, Laribi e Mancosu hanno palle gol importanti che però non riescono a convertire in rete, rendendo, alla fine, il computo delle occasioni pari se non a vantaggio degli ospiti.
In vista del match di ritorno i giochi restano apertissimi, lo 0-0 è risultato-trappola, mette infatti il Pescara con le spalle al muro (solo la vittoria gli permetterà di salire in serie A), ma mette anche il Bologna nella necessità di dover gestire il match (vittoria e pareggio lo porteranno in serie A), con tutte le incognite del caso,  visto che, fin qui in stagione, se una cosa i rossoblù non sono stati in grado di fare è proprio quella di gestire le partite  e le situazioni.
Dei tanti diffidati presenti nelle due squadre solo Pucino e Sansone hanno preso il giallo che li condannerà ad assistere al match da spettatori e sappiamo bene quanto grave sarà l'assenza per i felsinei visto che l'ex doriano è di gran lunga l'attaccante più importante e determinate della squadra.
Da qui a martedì c'è giusto il tempo di recuperare un po' delle forze consumate in questi nove mesi, ma, soprattutto, di gestire la componente nervosa perchè, proprio su quella, si costruirà probabilmente la promozione.
In attesa di sapere se Memushaj e Bjarnasson resteranno con Oddo, schivando la chiamata delle proprie nazionali, Delio Rossi, alle prese con tante defezioni, ha però ancora la possibilità di fare un minimo di turn over e, questo, potrebbe fare tutta la differenza del mondo...

fonte voci di sport

I PIU' GRANDI DI SEMPRE: Buffon e Schmeichel



Peter Bolesław Schmeichel (Gladsaxe,Danimarca, 18 Novembre 1963)


Individuare i quattro portieri più forti della storia del pallone è impresa assai ardua, soprattutto se devi lasciare fuori gente come Tomaszewski, Zoff, Cech, Banks, Neuer, Zubizzarreta o Maier; ma in questo esercizio, spero a voi gradito, di selezione, era necessario fare una scelta e al quarto posto della mia personalissima classifica ho istallato Schmeichel.
Figlio di immigrato polacco, nasce in Danimarca nel 1963 e fa la sua trafila calcistica nella squadretta della cittadina natale.
Qui lo notano gli osservatori del Hvidovre che lo mettono subito sotto contratto e lo lanciano a 19 anni titolare nella massima serie danese.
le sue prestazioni eccezionali lo portano al Broendby di Copenaghen, una delle squadre più importanti di Danimarca e gli aprono la strada anche al trasferimento oltremare nel mitico Manchester Utd di Ferguson dove disputa una decina di campionati al top prima di scendere gradualmente di livello (causa l’avanzare dell’età) giocando sempre su standard ottimi, il tutto sempre in Inghilterra, eccetto una breve parentesi in Portogallo.
I suoi trofei maggiori sono, a parte un campionato portoghese con lo Sporting Lisbona, 5 campionati e tre coppe d’Inghilterra col Manchester Utd, nonché una Champions league; a questo pingue bottino c’è da aggiungere, ciliegina sulla torta, un Campionato Europeo conquistato con la Danimarca nel 1992.
A titolo di curiosità Schmeichel ha anche messo a segno due goal, uno su rigore e uno in azione di gioco.
Attualmente ha troncato i rapporti col calcio e fa il presentatore televisivo; il programma più famoso da lui condotto è “Lavori sporchi” del circuito Discovery channel.
Unico contatto residuo col football è per seguire il figlio Kasper, sempre portiere ma di valore non paragonabile a quello paterno, che milita in Premier League nel Leicester.





Gianluigi Buffon (Carrara 28 gennaio 1978) Al terzo posto, senza dubbio alcuno, inserisco Gianluigi Buffon,l’unico ancora in attività tra i portieri della mia personale classifica. Da ragazzo fu molto colpito dallo stile (un po’ primitivo,in verità) e soprattutto per le capacità fisiche del portiere camerunense N’Kono di cui si fece grande sostenitore. L’emulazione di quest’ultimo,lo portò ad impegnarsi in questo ruolo difficile e fondamentale con gli esiti che conosciamo tutti. Notato dal Parma in una squadretta giovanile dei dintorni di Carrara, venne subito acquisito e ben presto lanciato in prima squadra. Dopo due Coppe Italia e una Coppa Uefa coi ducali, viene acquistato dalla Juventus per la non modica cifra (soprattutto per quegli anni, mi riferisco,infatti, al 2001) di 75 miliardi di lire. Con i bianco neri conquista 6 scudetti più un settimo revocato per il noto “affaire Moggi”e stasera proverà ad aggiudicarsi la Champions League in finale contro il Barcellona. Con la Nazionale ha vinto un campionato europeo (under 21) è la Coppa del Mondo del 2006. Ha un carattere sanguigno e gli piace molto essere al centro dell’attenzione. Non esitò, nel massimo del suo fulgore atletico, a scendere in serie b con la Juventus,dimostrando fedeltà ai colori bianconeri e a chi gli dava lo stipendio che sarebbe potuto essere egualmente lauto (se non di più) altrove. Note anche la sua passione politica per l’estrema destra che ha prodotto critiche feroci ed elogi sperticati a seconda della condivisione o meno,da parte dei commentatori,di questa sua tendenza politica; a mio avviso farebbe meglio ad occuparsi solo di parate,cosa che gli riesce ancora egregiamente. Si parla molto delle doti eccezionali del tedesco Neuer e di altri portieri in attività, ma a mio avviso,ancora molto,molto distanti dal livello di Buffon.







FENUCCI : MARTEDÌ IL PUBBLICO SARÀ IL DODICESIMO IN CAMPO.

Così L'AD Claudio Fenucci al termine della gara: 
 " È un buon risultato , abbiamo sofferto il Pescara nel primo tempo, ma nel secondo siamo cresciuti, sfiorando il vantaggio in qualche occasione; ad ogni modo avevamo sofferto di più nel secondo tempo contro l'Avellino .
Lo abbiamo appena detto ai ragazzi: è solo la prima parte di una sfida che si concluderà martedì, c'è da rimanere concentrati sull'obbiettivo. Credo che le energie nervose conteranno molto. Chi le gestirà meglio riuscirà a prevalere. 
Noi avremo il nostro dodicesimo uomo in campo: i bolognesi stanno già rispondendo alla grande e sappiamo che martedì riempiranno il Dall'Ara per raggiungere un sogno".
Marco Bonciani. 

PESCARA - BOLOGNA : LE VOCI DALLO SPOGLIATOIO

Così Delio Rossi dopo l'andata di finale dei playoff: 
"Loro giocano molto sulle ripartenze dei loro attaccanti, che sono molto veloci, li abbiamo favoriti commettendo qualche errore in fase di disimpegno, partite come queste sono spesso decise dagli episodi. Penso quindi che il risultato sia giusto. Dopo un campionato così lungo le due squadre sono stanche, ma i ragazzi sono stati generosi in campo anche se avremo potuto sfruttare meglio qualche ripartenza. Potevamo essere un po' più coraggiosi, adesso ci prepariamo per arrivare al massimo martedì . 
Martedì servirà un approccio diverso dalla gara contro l' Avellino, altrimenti sarà dura . " 
Da Costa al termine della gara: "Nel primo tempo hanno giocato meglio loro, noi ci siamo aggiustati nel secondo tempo andando anche vicino al gol. Ci siamo comportati bene, questo è lo spirito giusto. Per la gara di ritorno abbiamo due risultati su tre, ma non ci dobbiamo pensare e cercheremo di vincere. Rimaniamo uniti come siamo per altri 90 minuti, martedì avremmo anche tutta la città i campo con noi. Lotteremo con tutto il cuore per conquistare questo sogno".
Così Karim Laribi a fine gara: "Partita difficile contro un'ottima squadra. Siamo stati bravi a difenderci e a ripartire, senza però trovare la rete. Abbiamo lavorato tutto l'anno per portare il Bologna dove merita. Martedì ce la giocheremo davanti al nostro pubblico".
Marco Bonciani 

A novanta minuti da un sogno !!!

Il Bologna pareggia 0-0 con il Pescara. Il risultato è positivo perché nel match di ritorno al Dall'Ara il Bologna può permettersi sia di pareggiare che di vincere. Il risultato però è bugiardo in quanto nonostante l'equilibrio tra le due squadre ci sono state una miriade di palle gol sia per la compagine abruzzese che per i rossoblu. Nel primo tempo molto meglio il Pescara che macina gioco e crea numerose occasioni. Nel secondo invece a parte la traversa bianco azzurra è il Bologna a rammaricarsi per le opportunità mancate. È interessante analizzare che la squadra dopo l'uscita dell'uomo partita Francelino Matuzalem ha perso tantissima qualità (e si è visto enormemente) ma si è abbassata al livello della Serie B e quindi ha usato di più la corsa che l'altra componente. Ci tengo a sottolineare che il mediano numero 5 sia indispensabile, ma che a volte la squadra conti troppo sulle sue doti e quindi si rilassi troppo. Speriamo di recuperarlo per il ritorno perché ci serve come l'aria! Gli unici dubbi sulla formazione di Rossi erano gli esterni: Morleo e Ceccarelli. Il primo ha sofferto molto su quella fascia ma a parer mio si è conquistato una sufficienza. Molto meglio Masina. Luca invece era chiamato a sostituire un giocatore che sta facendo progressi come MBaye. Ebbene la missione è stata compiuta alla grandissima; prestazione egregia quella del numero 32 che ha messo in campo quantità e qualità, ha dato sostegno alla manovra d'attacco con continuità e ha svolto un lavoro eccellente in fase difensiva specie con quella splendida diagonale difensiva che ha salvato il risultato. Delio Rossi avrà di certo un grattacapo in più per la prossima partita. Capitolo difesa. Che stia subendo moltissimo nelle ultime partite questo è un dato oggettivo, ma credo sia un po' come il gioco della coperta: se la tiri troppo indietro sei scoperto in avanti e viceversa. Molto bene invece Da Costa: coraggioso nelle uscite, sicuro e molto bravo anche sui rinvii; precisi e potenti potrebbero essere anche un'arma in più se valorizzati con gli opportuni inserimenti. Centrocampo invece disastroso. A parte il solito Matuzalem, per il resto il nulla. Buchel è forte fisicamente e tecnicamente ma spesso e volentieri si dimentica la testa negli spogliatoi. Casarini invece ha perso tantissimi, troppi palloni; l'impressione è che abbia la testa già a Carpi... In attacco invece i centravanti e i trequartisti si sono comportati positivamente e hanno creato parecchi problemi alla loro difesa. Sansone è stato molto propositivo ma spesso parecchio confuso. Laribi ha intercettato molti passaggi e ha ispirato numerose ripartenze. Rimane sicuramente uno dei migliori, se continua così sarà un giocatore ritrovato a tutti gli effetti. Mancosu invece ci ha messo tutta la sua buona volontà ma la palla proprio non vuole entrare, si è mosso comunque molto bene. Ma la vera sorpresa è stata Bessa che ha disputato una prova generosa, altruista e disposto a stare al servizio della squadra. Le cose da migliorare restano numerose ma almeno abbiamo portato a casa un buon risultato e mosso un bel passo verso la Serie A. Ora rimane l'ultima impresa, quella più importante, quella decisiva: o risorgiamo o cadremo nelle tenebre!!! Forza Bologna!!!
Davide Mariani

venerdì 5 giugno 2015

Che cuore!


Partita di andata della finale play-off. Siamo costretti a seguire la partita in streaming. Nel primo tempo il Pescara spinge che sembra l'Avellino ma noi reggiamo l'urto, con i due trequartisti che non tengono un pallone e una difesa che fa muro, contro il quale rimbalzano gli attacchi abruzzesi. Inoltre Morleo e Ceccarelli sono chiamati a partire dall'inizio, cosa che non toccava loro da un mese abbondante, ma reggono bene la pressione dei laterali abruzzesi seppur con non poche sofferenze. Mancosu disputa forse la miglior partita da gennaio a questa parte ma Sansone e Laribi non collaborano e quindi poco poco Bologna e Pescara - con gli abruzzesi che ci provano, ma non arrivano quasi mai in porta - mantengono la porta inviolata fino alla fine del primo tempo. Si ricomincia e sembra un'altra partita. Matu esce per Bessa, sostituzione condita da una fila di" brut boia", tanto per rimanere nel politically correct, ma il brasiliano di riserva mi fa rimangiare tutte le imprecazioni, dando sostanza con una prestazione da sufficienza piena e giocando bene con l'attacco, che riesce a tenere meglio la palla. Il Bologna riesce a sviluppare una buona dose di occasioni poi un traversone che sembrava lungo si trasforma in un palo colpito dal Pescara nel momento migliore del Bologna. Poi solo noi, con un Pescara che sembra non averne più, e un Bologna che riparte con costanza e si rende pericoloso più volte, tanto che alla fine il tabellino dice Bologna tiri 10, Pescara 6. Finisce con uno 0-0 che forse sta più stretto a noi che a loro e adesso ci aspettano altri 90 minuti di lotta e sudore, sperando di recuperare gli acciaccati e contando sul nostro pubblico che dovrà dare quello che dà di solito in questi casi.




Francesco Bertagnini