Dopo una breve parentesi di vacanze a Bologna, mi ritrovo a rivedere le imprese ed a sentire i commenti dal grande freddo finlandese (-12° di giorno...)
Noto subito che si è aperto un dibattito su Giovinco sì, Giovinco no e francamente certi commenti mi lasciano basito. Non tanto sulle qualità del giocatore, che in una città come Bologna potrebbe tornare a brillare come fece tre anni fa a Parma, ma su due fatti principalmente: che arrivi da ”quella” squadra di Torino e che costerebbe troppo.
Il primo punto direi che lascia il tempo che trova... Vorrei ricordare che l'ultimo vero capitano è stato quel Marco Di Vaio che a sua volta ebbe un passato a strisce bianconere (come i carcerati nei film) e che si è fatto strada nei nostri cuori con prestazioni eccellenti ed un amore subito ricambiato per la città ed i suoi abitanti. Per non parlare di svariati giocatori che, svestita ”quella” maglia, si sono fatti amare, come Baggio o i cavalli di ritorno Marocchi e De Marchi. Nulla toglie quindi che l'eventuale sbarco di Sebastian in casacca rossoblu dovrà avvenire con il massimo impegno sul campo per conquistare la promozione ed il cuore dei tifosi. Se, e sottolineo SE, dovesse arrivare, al primo gol pesante sarebbe subito l'idolo delle folle. Punto.
Il secondo punto in effetti sembra controproducente: perché pagare cinque milioni per un giocatore che va in scadenza di contratto tra sei mesi? Semplice, perché se si svincolasse, partirebbe per mete oggi più prestigiose, come ho letto dell'Inghilterra.
Il costo è proibitivo -anche se le tasche della famiglia Saputo ne risentirebbero davvero in minima parte- però se, e sottolineo SE, vogliamo fare di Giovinco il futuro leader della squadra, l'unico modo è comprarlo a gennaio. A giugno di sicuro gli arriverebbero offerte più attraenti sotto il profilo economico e del fascino.
Certo, a quel punto avremmo poi un'abbondanza nel settore offensivo, con Cacia, Giovinco, Sansone (non ancora ufficializzato), Improta e Acquafresca. Per non parlare del giocatore titolare della trequarti, Laribi... Passeremo forse ad uno spericolato 4-2-3-1?
Un secondo nome che gira sotto i portici è quello di Sorrentino per la porta.
Qui mi unisco al coro di coloro che gradirebbero un altro nome.
Certo l'esperienza e le capacità del giocatore non si discutono, ma comprare un 36enne, sapendo che avrebbe al massimo un paio di stagioni buone non mi sembra una mossa azzeccata. Piuttosto un giovane come Bardi, Gomis (meglio Lys del Trapani che Alfred dell'Avellino, anche se entrambi in prestito dal Torino) o anche Rafael 32enne. Ribadisco qui quello che secondo me sarebbe il più adatto a giocarsi il posto con Coppola, cioé l'attuale terzo portiere dell'Udinese, Željko Brkić. Ha 28 anni, esperienza internazionale, titolare della nazionale serba, conosce il calcio italiano e soprattutto ha almeno 10 anni di carriera ancora davanti. Sotto sotto spero che Corvino stia gettando fumo negli occhi riguardo a Sorrentino e che non sia lui la sua prima scelta.
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